Animali Recuperati

 

” His research visually light and simple is on the cards where there is only the shape of an animal without context, just surrounded by a thin white frame or isolated and enclosed in a plexiglas case. Works are so direct that at first glance may even appear to be illustrative, but are instead the development of deep, elaborate and original intellectual reflection and, above all, human. He cleans his work as much as possible because it is his inner world to be clean, and gives birth to the works order, minima, quiet, almost aseptic in their perfect calibration. Here his subjects are protected in a dimension that has a healing and cathartic that both doctor heroic. The images that make his works are, in fact, been removed from noise of the street and wear of tim, are cut, re- glued onto a white card and then medicate in their pure and missing parts with mild and discrete pictorial. Ultimatel, these animals – or rather their representations – were saved in the work place and a period of convalescence infinite, accompanied by the initials AR (Animal Recovered ) and an old stamp of the USL . ” Carolina Lio

 

“La sua ricerca visivamente leggera e semplice si sviluppa su delle carte dove compare solo la forma di un animale senza contesto, appena circondata da una sottile cornice bianca oppure isolata e racchiusa in una teca di plexiglas. Sono opere talmente dirette che a prima vista possono persino sembrare illustrative, ma che sono invece lo sviluppo di profonde, elaborate ed originali riflessioni intellettuali e, soprattutto, umane. L’artista pulisce il più possibile il suo lavoro perché è il suo mondo interiore ad essere pulito, e dà alla luce delle opere ordinate, minimali, silenziose, quasi asettiche nella loro perfetta calibratura. Qui i suoi soggetti vengono protetti in una dimensione curativa e catartica che ha un che sia di medico che di eroico. Le immagini che compongono le sue opere sono, infatti, state tolte dal chiasso della strada e dall’usura del tempo, sono ritagliate, re-incollate su una carta bianca e pura e poi medicate nelle loro parti mancanti con lievi e discreti interventi pittorici. In definitiva, questi animali – o meglio le loro rappresentazioni – sono stati salvati, e svolgono nell’opera un periodo di convalescenza infinita, accompagnati dalla sigla AR (Animale Recuperato) e da un vecchio timbro della USL.” Carolina Lio